La testimonianza di Suor Angelina, che da 60 anni si prende cura dei piccoli pazienti di Casa Sollievo
Entrando nel reparto di Pediatria di Casa Sollievo della Sofferenza, sulla sinistra c’è una gigantografia che ritrae Padre Pio tra i bambini. Sono i piccoli pazienti della Casa Sollievo della Sofferenza, che la mattina del 4 dicembre 1966, accompagnati dal professor Francesco Lotti, si recarono fuori il suo confessionale per fargli una sorpresa: il Padre appena li vide fece un gran sorriso e poi li benedisse tutti, uno a uno.
Alle spalle dei piccoli pazienti si scorge anche una giovanissima suor Angelina, mandata poco tempo prima dalle Apostole del Sacro Cuore di Gesù per prestare servizio nell’Ospedale di Padre Pio.

Quando arrivò a San Giovanni Rotondo, nel settembre 1964, suor Angelina era ancora una novizia e la Casa Sollievo della Sofferenza era nei suoi primi anni di vita. «All’indomani del mio arrivo qui – ricorda – mi portarono da Padre Pio per conoscerlo. Già alcuni anni prima mi recai a San Giovanni Rotondo per seguire una sua Celebrazione, ma in quell’occasione non ebbi contatti diretti con lui. Quella, quindi, fu la prima volta che parlammo: “sono contento che sei arrivata – mi disse – segui sempre ciò che ti indicano i tuoi superiori”. E così feci».
Nel suo primo anno in Casa Sollievo, suor Angelina fu collocata nel reparto di Radiologia allora guidata dal dottor Mario Cammisa e l’anno successivo venne trasferita in Pediatria dove trovò il professor Francesco Lotti come primario e i dottori Luigi Gatta e Nicola Giammario, mentre il dottor Giuseppe Gusso era in direzione sanitaria. Erano tutti figli spirituali di Padre Pio e «ricordo bene – continua – lo spirito che in quegli anni si respirava in Ospedale. Al centro di tutto c’era l’ammalato e le suore che venivano inviate in Casa Sollievo provenivano quasi tutte da una preparazione solida: la maggior parte di noi, che aveva già fatto esperienza in altri ospedali, assumeva il ruolo di coordinatrice di reparto preoccupandosi non solo dell’assistenza fisica, ma anche di quella spirituale, proprio come voleva Padre Pio». Ricorda, poi, le frequenti visite del Padre nei reparti della sua Opera e anche quando le Suore Apostole andavano settimanalmente da lui in confessione, chiedeva sempre dei suoi ammalati.
Tra i ricordi più esilaranti, suor Angelina racconta di quando un giorno: «durante l’ora di meditazione con Padre Pio mi venne un gran sonno. Ero giovane, facevo il corso da infermiera e al tempo stesso tirocinio in reparto. Il Padre se ne accorse e mi disse di alzarmi in piedi, “ma anche stando in piedi mi viene sonno – dissi – e lui rispose “se ti addormenti, cadi e ti svegli e se batti la testa non ti addormenti più”. Scoppiammo a ridere tutti di gusto».
Lo scorso 23 novembre, gli operatori della Pediatria, dell’Oncoematologia Pediatrica e i tanti collaboratori che ha incontrato nel suo lungo cammino professionale, hanno festeggiato gli 80 anni di suor Angelina, 60 dei quali trascorsi a prendersi cura dei piccoli pazienti di Casa Sollievo: «in mezzo ai nostri bimbi mi sento anch’io una bambina, non è ancora arrivato il mio momento di andare in pensione» ha scherzato lei, ringraziando tutti per la bellissima sorpresa.

