Tre giorni di preghiera, formazione e fraternità riuniscono la grande famiglia spirituale di San Pio in Brasile, nel segno della comunione e dell’unità

di Padre Fernando De Sousa*

Nei giorni 4, 5 e 6 settembre 2026, Brasília è diventata il punto d’incontro della grande famiglia spirituale di San Pio da Pietrelcina in Brasile. La Parrocchia San Pio da Pietrelcina ha ospitato il 1° Congresso Nazionale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, riunendo figli e figlie spirituali del santo cappuccino per tre giorni di preghiera, formazione e fraternità.

Il Congresso è stato preceduto da un evento particolarmente significativo: la visita della reliquia ufficiale di San Pio, consegnata ai Gruppi di Preghiera durante una celebrazione presieduta nella Cattedrale di Brasília dal cardinale Paulo Cezar Costa. Nei giorni precedenti, la reliquia aveva visitato alcune parrocchie legate all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, preparando spiritualmente l’incontro.

L’iniziativa è nata soprattutto dal desiderio di favorire una maggiore comunione tra i Gruppi di Preghiera già presenti in Brasile e, nello stesso tempo, di promuovere la nascita di nuovi gruppi ufficialmente collegati al Centro Internazionale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, presso la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.

Questo legame va ben oltre una formalità amministrativa: garantisce l’identità ecclesiale dei gruppi e favorisce una devozione solida, libera da esagerazioni e deviazioni, riconducendo i fedeli alle fonti autentiche della vita e della spiritualità di San Pio. La sua eredità, infatti, non può essere ridotta ai fenomeni straordinari che segnarono la sua esistenza: trova il suo fondamento nell’Eucaristia, nella preghiera, nella riconciliazione, nell’obbedienza alla Chiesa e nella carità verso i sofferenti.

Lo ha sottolineato anche Padre Fernando Alves de Sousa, parroco della comunità che ha ospitato il Congresso. Definendosi «portinaio della Casa di San Pio a Brasília», osserva come Padre Pio abbia una singolare capacità di riunire figli spirituali e devoti appartenenti alle diverse sensibilità presenti nella Chiesa, dai gruppi di espressione più carismatica a quelli di impostazione più tradizionale.

Questa diversità, tuttavia, non deve portare alla creazione di diversi “Padre Pio”, modellati secondo le preferenze di ciascuno. Al di là della sensibilità liturgica o dell’orientamento pastorale, occorre accogliere integralmente la sua spiritualità. Essere veramente figli spirituali di San Pio significa vivere la devozione nello stesso spirito che animò il santo: eucaristico, penitente e orante, ma soprattutto caratterizzato dalla comunione e dall’obbedienza filiale alla Chiesa. Le diverse sensibilità possono così trovare in San Pio un punto d’incontro e di unità.

Particolarmente significativa è stata la presenza di fra Luciano Lotti, Segretario Generale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, e di Rossella Spagnuolo, responsabile dei gruppi di lingua spagnola e portoghese. Oltre alle conferenze e agli orientamenti sull’identità e sull’organizzazione dei gruppi, fra Luciano ha risposto a numerose domande su San Pio, arricchendo le sue risposte con l’esperienza personale di averlo conosciuto. Santa Messa, Rosario, formazione e fraternità hanno fatto del Congresso un’autentica esperienza di comunione.

Per fra Everaldo Teixeira do Couto, Assistente Spirituale Nazionale dei Gruppi di Preghiera, proprio questo è stato il principale frutto dell’incontro. Sono stati giorni di «preghiera, comunione e conoscenza», che hanno dato nuovo slancio ai partecipanti. Un primo risultato è già visibile: alcuni gruppi brasiliani non ancora affiliati a San Giovanni Rotondo hanno iniziato a rivolgersi alla direzione nazionale per stabilire questo legame. «Questo è il grande dono che l’evento ci ha portato: la comunione e l’unità», ha sintetizzato fra Everaldo.

Anche la scelta di Brasília come sede del primo Congresso ha un significato particolare. Nel 2026 la Parrocchia San Pio da Pietrelcina celebra 25 anni di una storia nata dalla gratitudine dell’allora arcivescovo di Brasília, il cardinale José Freire Falcão. Gravemente malato e diretto in ospedale, il cardinale chiese a Padre Pio di considerare quell’ospedale come la sua Casa Sollievo e quei medici come i propri medici. Dopo la guarigione, chiese un segno dell’intercessione e lo riconobbe quando un’infermiera, entrando nella sua stanza, domandò spontaneamente da dove provenisse il delicato profumo di rose che avvertiva.

Poiché Padre Pio era ancora beato, il cardinale Falcão dovette ottenere dalla Santa Sede un’autorizzazione speciale per dedicargli la nuova parrocchia. Questa origine affida alla comunità una responsabilità che supera i suoi confini territoriali: essere, nella capitale del Paese, un punto di riferimento per la promozione del carisma e di un’autentica devozione a San Pio, missione oggi rafforzata dalla costruzione di un santuario in suo onore.

L’eredità di Padre Pio deve inoltre trasformare la preghiera in carità. Da questa consapevolezza è nata l’Associazione Casa São Padre Pio, che riunisce oltre 80 medici e professionisti sanitari, insieme a parrocchiani volontari. In soli tre anni sono state già realizzate più di 15 mila prestazioni a favore di persone bisognose, cercando di riproporre a Brasília qualcosa dell’intuizione che portò Padre Pio a fondare la Casa Sollievo della Sofferenza.

Ospitare il primo Congresso Nazionale ha significato quindi molto più che accogliere un grande evento: ha voluto dire riconoscere una storia, rinnovare una responsabilità e riscoprire l’attualità della missione affidata ai figli spirituali di Padre Pio: riunire senza uniformare, custodire senza restringere e fare della diversità un’autentica comunione ecclesiale.

Come ha ricordato fra Everaldo, il cammino è rimanere «nella preghiera e nell’unità con Dio, con la Chiesa e tra di noi».

 

*Assistente Spirituale del Gruppo di Preghiera “Sao Pio” di Brasilia