Appena conclusi i lavori della prima giornata del 35° Convegno Nazionale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio
Con la presentazione del tema “Gesu, ecco la mia speranza, ecco la sorgente viva della mia felicità” a cura di Leandro Cascavilla, vice direttore generale dei Gruppi di Preghiera, si è dato il via questa mattina al 35° Convegno Nazionale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio.

«La speranza – ha affermato – è il filo conduttore di questo nostro 35° Convegno Nazionale che ci lega totalmente al prossimo Giubileo 2025 la cui bolla di indizione è intitolata “Spes non confundit”, la speranza non delude. Papa Francesco ci invita ad essere pellegrini di speranza e noi Gruppi di Preghiera di Padre Pio per quest’anno ci impegneremo ad esserlo con gioia e con dedizione».

Al termine di questo intervento, a nome di tutti i Gruppi di Preghiera di Padre Pio che hanno aderito alla Giornata della Carità celebrata lo scorso 5 maggio, la signora Giovanna del Gruppo di Preghiera “Maria Immacolata” di Foggia ha consegnato tra le mani del direttore generale di Casa Sollievo della Sofferenza, Gino Gumirato, il ricavato della raccolta fondi quest’anno dedicata all’acquisto di nuove culle per il Reparto di Pediatria.
È stata poi la volta della pedagogista Paola Bignardi che, nel corso della sua relazione dal titolo

“Dio dove sei? Giovani, Fede e spiritualità” si è rivolta ai Gruppi di Preghiera invitandoli a mettersi in ascolto delle nuove generazioni: «nei giovani ci sono indizi del mondo che verrà, della Chiesa che verrà, per questo è importante mettersi in loro ascolto – ha affermato -. I giovani ci orientano verso il futuro, verso la novità e ci permettono di non vivere ancorati al passato. In loro emerge una nuova domanda di spiritualità, diversa da quella tradizionale, che quasi naturalmente includeva il rapporto con Dio; una spiritualità tutta umana, al centro della quale vi è la ricerca di sé stessi. Da questa strada passa eventualmente l’incontro con Dio nel quale vorrebbero poter credere con una fede contemporanea, amica della vita e del desiderio giovanile di pienezza».

Con l’intervento di Padre Franco Moscone, direttore dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio e presidente di Casa Sollievo della Sofferenza, si è conclusa la prima mattina di Convegno Nazionale 2024: «mi sono state consegnate da commentare, per questa riflessione, tre parole: giubileo, missionarietà e sinodalità – ha esordito – e le presento attraverso tre inviti rivolti a voi, cari Gruppi di Preghiera di Padre Pio. Come prima cosa vi invito all’ascolto perché non c’è sinodalità senza ascolto; siate poi abitazione di Dio dalla porta aperta, portatori attivi della speranza evangelica che non delude; infine apritevi e parlate del Signore nei vostri ambienti di vita come missionari nel mondo di oggi».
Monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, con il suo intervento “Rosario e nuova evangelizzazione” ha dato il via ai lavori

pomeridiani: «quando l’Arcangelo Gabriele apparve a Maria – ha esordito – avvenne in lei il diluvio della Grazia e con il suo “eccomi, sono la Serva del Signore” il Verbo si fece carne. È in questo momento che nacque il Rosario, una preghiera cresciuta nei secoli che oggi racchiude in sé la totale sintesi di tutti i Vangeli».
I lavori del primo giorno si sono conclusi con la Santa Messa presieduta nella Chiesa di San Pio da padre Franco Moscone, il quale ha affermato nel corso della sua omelia: «nella giornata di oggi abbiamo vissuto momenti intensi. Tante cose ascoltate e dette, ma c’è una parola che dobbiamo tenere fortemente nel cuore e nella mente come il segreto di questo Convegno. È la parola che contiene tutto ed è la prima del nostro tema di quest’anno: Gesù. Dobbiamo mettercela nella mente del cuore con lo spirito di Padre Pio e come lui dire “Ecco sei Tu la mia speranza, la vera sorgente della mia felicità!”

Questa esperienza di Convegno, di essere venuti insieme qui alla nostra Casa comune, alla casa del nostro Padre Fondatore, ci rafforzi nella certezza che siamo discepoli di Gesù, suoi annunciatori, che non possiamo fare a meno di Lui, che non possiamo non annunciare Lui con la trasparenza della nostra vita».
