Spiritualità, testimonianze e formazione, nel segno del tema «Dio ti faccia crescere, o bell’albero piantato, divina semenza»
Ritrovarsi nel nome di Padre Pio, condividere e approfondire gli aspetti più belli della sua spiritualità: è stato con questo spirito che il Santuario di Santa Maria delle Grazie di San Giovanni Rotondo ha ospitato, venerdì 11 e sabato 12 settembre, il 37° Convegno Nazionale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, l’appuntamento annuale che ha riunito i devoti di San Pio provenienti da tutta Italia per vivere insieme un momento di preghiera, formazione e condivisione e che quest’anno ha visto la partecipazione di oltre 800 iscritti.
Il tema scelto per questa edizione è stato «Dio ti faccia crescere, o bell’albero piantato, divina semenza», un’espressione tratta da una lettera che Padre Pio scrisse il 18 gennaio 1918 ai suoi figli spirituali: il giovane frate riconosceva nei loro animi il desiderio della santità e lo paragonava a un albero piantato da Dio stesso, affidando al Signore la loro crescita e chiedendo che li proteggesse dalle difficoltà e dalle tentazioni.

Nelle due giornate di lavori sono stati numerosi gli interventi che hanno fornito importanti spunti di riflessione, utili a dare il via al nuovo anno pastorale.
I lavori della prima giornata congressuale sono entrati nel vivo con la lectio divina di fra Francesco Dileo, ministro provinciale dei Frati Cappuccini, dedicata al racconto evangelico dei discepoli di Emmaus (Lc, 24, 13-35). «La nostra incapacità di riconoscere Dio non significa che Dio non c’è, che Dio è assente. Potremmo non vederlo, ma Lui vuol già camminare accanto a noi», è stato uno dei passaggi della riflessione, nella quale è stato sottolineato come il Risorto si facesse vicino anche quando l’uomo, preso dalla delusione e dalle difficoltà, non riusciva a riconoscerne la presenza. Un messaggio che ha richiamato il valore della fede come capacità di affidarsi a Dio anche nei momenti in cui il suo volto sembrava più difficile da vedere.
«Padre Pio non ha inventato una nuova strada; ha camminato sulla via tracciata dai Padri, rendendola però attuale, sanguinante, visibile», ha successivamente affermato padre Matteo Lecce, licenziato in Teologia Patristica presso l’Augustinianum di Roma, nella sua catechesi dal titolo “I riferimenti ai Padri della Chiesa nell’Epistolario di Padre Pio”. Al centro della riflessione è stato posto il legame tra la spiritualità di Padre Pio e la tradizione dei Padri della Chiesa, riletta e resa concreta nella sua esperienza di vita. «La fede – ha sottolineato padre Lecce – non può ridursi a emozione o sentimento, ma deve tradursi in scelte, coerenza di vita e testimonianza, anche quando seguirla comporta un costo».
Particolare attenzione è stata dedicata quest’anno al cammino istituzionale dei Gruppi di Preghiera, nel 40° anniversario dell’approvazione del loro Statuto. Nel 2012 allo Statuto era stato affiancato un Regolamento, aggiornato alla luce delle nuove esigenze emerse nel tempo. Nel corso del Convegno, Stefano Cavagnetto ha presentato il nuovo Regolamento 2026, approvato a luglio a San Giovanni Rotondo. L’aggiornamento ha chiarito ruoli e procedure, valorizzando la vocazione laicale, il servizio del Centro Gruppi e la formazione degli Assistenti Spirituali, nel segno della preghiera, della comunione ecclesiale e della vicinanza ai sofferenti.
Al termine del suo intervento, Cavagnetto ha portato ai presenti il saluto di don Lorenzo Simonelli, nuovo Direttore generale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, assente per motivi personali. Nel suo messaggio, don Lorenzo ha affidato ai partecipanti l’invocazione evangelica «Signore, insegnaci a pregare», richiamando il cuore del cammino dei Gruppi, chiamati a vivere la preghiera come esperienza personale e comunitaria, alla scuola di Gesù.

L’edizione di questo Convegno Nazionale è coincisa inoltre con il 70° anniversario dell’inaugurazione dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, opera voluta da Padre Pio, alla quale i Gruppi di Preghiera sono profondamente legati per volontà del loro Fondatore. Un legame che ogni anno si rinnova anche attraverso concreti gesti di solidarietà. Al termine dei lavori congressuali della mattina, infatti, a nome di tutti i Gruppi di Preghiera di Padre Pio che hanno aderito alla Giornata della Carità celebrata lo scorso 5 maggio, la signora Marisa Bisonni, Animatrice del Gruppo di Preghiera Maria Madre dei Sacerdoti di Terni, ha consegnato nelle mani del direttore scientifico Ornella Parolini il ricavato della raccolta fondi, quest’anno dedicata all’acquisto di un letto operatorio per la sala di chirurgia oculistica.

Alla Via Crucis sul Monte Castellano e al Santo Rosario meditato, che hanno contrassegnato le attività del pomeriggio, è seguita poi la Santa Messa presieduta da padre Franco Moscone nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Nell’omelia, Padre Franco ha richiamato la vocazione dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, sottolineando che il loro stare insieme non è soltanto un momento di preghiera, ma anche una forma concreta di testimonianza cristiana: «siamo annunciatori del Vangelo attraverso il nostro essere Gruppi, comunità oranti e camminanti insieme dietro al Signore» ha ricordato.

Al termine della Santa Messa, padre Luciano Lotti, segretario generale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, ha rivolto un commosso saluto a padre Franco, che lascia, dopo otto anni, il ruolo di Direttore generale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio. Davanti ai presenti a San Giovanni Rotondo e a quanti hanno seguito la celebrazione in televisione, ha ricordato il percorso di crescita e rinnovamento compiuto sotto la sua guida: «il grande merito di padre Franco – ha affermato padre Lotti – è stato quello di dare ai Gruppi di Preghiera una chiara e riconoscibile fisionomia laicale», cammino espresso anche nel nuovo Regolamento, che ribadisce il ruolo dei laici e affida ai sacerdoti la guida spirituale.
Dopo la Celebrazione Eucaristica, i Gruppi si sono diretti in processione verso la Casa Sollievo della Sofferenza per un momento di preghiera ai piedi di quell’Opera che Padre Pio affidò loro fin dal giorno della sua inaugurazione.


Nella seconda giornata di Convegno, le centinaia di devoti del Santo sono state accolte da padre Luciano Lotti, che nel corso del suo intervento ha richiamato il ruolo dei Gruppi di Preghiera come esperienza viva di Chiesa, chiamata non solo alla preghiera, ma anche alla testimonianza e all’evangelizzazione. Soffermandosi sul valore della sofferenza alla luce dell’esperienza di Padre Pio, ha sottolineato che «essere Chiesa vuol dire seguire Cristo sulla croce, lasciare che lui ci evangelizzi attraverso la croce».
Presenza immancabile di questo appuntamento nazionale è ormai quella della giornalista televisiva Lucia Ascione, che da alcuni anni guida la tavola rotonda fatta di testimonianze e ricordi legati a Padre Pio e a Casa Sollievo della Sofferenza. Ospite di quest’anno è stato Mauro Cassese, cardiochirurgo in Casa Sollievo della Sofferenza, che ha ricordato i dieci anni dell’Unità di Cardiochirurgia e la lungimiranza di Padre Pio; a seguire, Adolfo Affatato ha condiviso la sua esperienza di paziente e alcuni ricordi della sua frequentazione del Santo fin dalla giovinezza. Paolo Sala ha poi ricordato con commozione il padre Giuseppe, medico e collaboratore di Casa Sollievo, e il profondo legame con Padre Pio; infine, Antonio Rossi, medico responsabile dell’Unità di Ricerca Clinica, ha sottolineato il valore della ricerca oncologica e l’importanza di sostenerla per il bene della collettività.

Nella Chiesa di San Pio, il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente emerito della Conferenza Episcopale Italiana, ha presieduto la Santa Messa nel corso della quale ha richiamato la responsabilità dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio nel testimoniare la fede in una società segnata dall’individualismo e dalla crisi dei legami. Rivolgendosi ai presenti, ha affermato: «voi avete come missione quella di testimoniare la figliolanza divina e la paternità di Dio, in quanto dovete essere le sentinelle d’un’alba nuova», un invito a vivere la spiritualità di Padre Pio non solo nella preghiera, ma anche come presenza concreta e testimonianza cristiana nella società.
Al termine della Celebrazione Eucaristica che ha segnato la fine del 37° Convegno Nazionale, come da tradizione, sono state benedette le nuove “Fiamme dei Gruppi di Preghiera”, issate per la prima volta sulle terrazze di Casa Sollievo della Sofferenza il 23 settembre, festa di San Pio da Pietrelcina.

